STAMPA  


Franco Gallo
(con la collaborazione di vari)

Poesia e pratica poetica a Crema: addendum I.

Mantenendo fermo l’approccio del contributo presente su Insula Fulcheria 2018,
l’autore esamina alcuni poeti locali contemporanei ancora non trattati,
in particolare L. Casalini e G. Aiolfi, sempre in riferimento all’orizzonte
di ascolto da loro inteso con la propria pratica poetica e al senso della stessa
sia come forma artistica sia come veicolo sociale. …

  (…)

 3. Giuseppina Ajolfi: una poetessa del Cremasco, fuori dal Cremasco

 Giuseppina Ajolfi (1928-2013), originaria di Vaiano Cremasco, poi attratta per lavoro e vita
 famigliare su Milano, fu autrice di cinque volumi, capaci di trovare numerosi premi ed   apprezzamenti. ... Clicca qui







(da Il nuovo Torrazzo, 23 novembre 2013)







(da La Provincia, 19 novembre 2013)



23. novembre 2013

 
 
Consegna della targa ricordo da parte del Sindaco di Vaiano Cremasco, Domenico Calzi, alle figlie della Ajolfi.

Domenica scorsa a Vaiano Cremasco è stata presentata l'ultima raccolta poetica, pubblicata postuma, di Giuseppina Ajolfi. 

Alle ore 15 presso la Chiesa di S. Antonino in Vaiano, gremita di gente, anche le compagne di scuola e d'infanzia della poetessa Giuseppina Aiolfi erano presenti. 
Ha aperto il pomeriggio l'assessore alla Cultura Emanuela Moroni, poi il Sindaco e il Parroco. Sono passati subito ai ringraziamenti e alla consegna di una targa alle figlie della Aiolfi.

 "Parole e note" è il titolo dato all'insieme di poesie, interpretate veramente bene da Luigi Guaineri, accompagnato dal musicista Sandro Dandria (contrabbasso e pianola). 
Sono state lette poesie tratte da: "Zoccoletti", "Foglie", "Il Fascino del Nord", "Squarci di ricordi lontani" e da "E venne la notte" che è la raccolta delle ultime poesie della Aiolfi, a cura di Katy una delle due figlie della poetessa. 

Guaineri ha diviso le poesie per tematiche, in un elogio alla Poetessa che scriveva in modo semplice ma profondo e bello, coinvolgente a livello emotivo. 

Dopo le liriche in italiano, Lina Casalini ha letto due poesie in dialetto: "Santa Lüséa" e
"Nadàl a Milà", introducendole con: "la poesia in dialetto è semplice rispetto a quelle in lingua (ma è giusto sia così), ma sa suscitare però sentimenti di tenerezza e rispetto per gli squarci di vita che raccontano il periodo difficile degli anni '40 (Santa Lüséa) e per la nostalgia (Nadàl a Milà) del proprio paese natio". 

Poi è intervenuta la poetessa Giuseppina Mancastroppa che, con molta emozione, ha raccontato dell'amicizia poetica che l'ha legata alla Aiolfi.
Anche loro due avevano una fitta corrispondenza e si telefonavano spesso, senza più essersi viste da tanto tempo. La Mancastroppa ha poi concluso dicendo che da anni lei prepara la grotta di Natale e la riempie di tantissime pecorelle che vanno da Gesù per chiedere protezione e amore. Ogni pecorella ha il nome di un suo familiare o di un amico caro. Quest'anno ci sarà anche la pecorella che porterà il nome di Giuseppina Aiolfi. 

Al termine, Luigi Guaineri (mi ha stupito e reso davvero felice questa cosa) ha voluto ancora leggere alcune poesie della Giuseppina. Si vedeva che le interpretava con passione e rispetto, perché gli piacevano. Ha davvero colpito questa cosa, perché - di solito - finito il loro compito i lettori chiudono il sipario.

 "E venne la notte" è stato messo a disposizione per chi lo desiderava in cambio di "offerta libera" e il ricavato consegnato dalle figlie al Parroco per la Chiesina di S.Antonino. 


da Il Nuovo TORRAZZO
CREMA - 28/11/2013 





Quest'anno, in occasione della chiusura del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, l'Amministrazione Comunale di Vaiano Cremasco, rappresentata dal Sindaco,
Domenico Calzi, ha creato, a tiratura limitata, un calendario bello e interessante,
nel quale si ripercorre la storia del paese attraverso foto e documenti storici.
Ogni mese, inoltre, è completato da una poesia di Giuseppina Ajolfi che, di quella
storia, ne è stata parte integrante.

Dall'introduzione, a firma dell'Assessore alla Cultura, Emanuela Moroni:

[...] "Le liriche di Giuseppina Ajolfi inoltre, ci accompagnano con delicatezza in questo cammino. Le poesie sono il linguaggio del sentimento e le Sue raccolte testimoniano
e confermano che è nella voce del cuore il marchio indelebile del Suo mondo poetico,
fatto di sentimenti profondi, di affetti sinceri e di lontani ricordi legati alla terra d'origine.
A Lei il mio personale sentimento di riconoscenza e d'infinita gratitudine." [...]








(da Il Nuovo TORRAZZO 12. marzo 1988) 





A MILANO UN PREMIO LIONS CLUB A SCRITTRICE DI VAIANO

Giuseppina Ajolfi, nata e cresciuta a Vaiano Cremasco sino al giorno delle nozze, quando si è trasferita a Milano, ha vinto nei mesi scorsi, la "IV Edizione Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Lions Club Milano Sforzesco".

Sin da giovanissima, Giuseppina Ajolfi, ha coltivato la passione per la poesia anche se non l'ha mai svelato a nessuno. E' stata sua figlia, non molti anni fa a scoprire la passione della mamma.

Le poesie della signora Giuseppina, sottoposte alla critica del prof. Giuseppe Carlo Maini, giornalista e critico letterario, vennero ritenute degne della massima considerazione. Proprio questi complimenti hanno "costretto" l'Ajolfi a continuare a scrivere.

La prima opera delle poetessa (si tratta di liriche), "Zoccoletti", è stata pubblicata dalle
"Nuove Edizioni Operaie" di Roma e ha riscosso un notevole successo. Dopo "Zoccoletti",
il 1° Premio nella sezione Silloge Poetica.

Nella sua raccolta inedita "Foglie", si legge nel verbale della commissione giudicatrice presieduta dallo scrittore e poeta Ottiero Ottieri e composta dall'editore Bompiani, dal docente universitario prof. Aldo Dall'Oro, dal giornalista e critico letterario prof. Giuseppe Carlo Maini e dallo scrittore e poeta prof. Ennio Paolini, l'autrice offre un ampio squarcio del suo mondo interiore, di ciò che la circonda e commuove, con semplicità.

"Sfuggono come acqua / tra le dita gli ultimi sogni. / Trattenerne uno vorrei / strappandolo / all'accetta della vita" scrive la poetessa. "In questi sei versi è racchiuso il pensiero più segreto dell'autrice - sostengono i membri della commissione - un sentire un poco velato da tristezza, ma pur sempre innamorato della vita".

(da La Provincia, 18 aprile 1987)




G. Ajolfi in vetrina

Il giornale ha avuto occasione di occuparsi di Giuseppina Ajolfi nel 1981. Quell'anno aveva pubblicato un volumetto di poesie dal titolo "Zoccoletti", opera prima dell"autrice di origine cremasca.

A Vaiano Giuseppina Ajolfi è nata nel 1928 e vi ha trascorso fanciullezza e giovinezza. 
Il matrimonio l'ha portata a Milano, impiegata presso un ufficio dell'A.E.M. Nella metropoli lombarda ha incontrato anche la poesia. Ha scritto diverse liriche, tutte improntate ad una certa spiritualità, all'espressione di sentimenti e di sensibilità particolari.

Giuseppina Ajolfi, una volta resa nota la passione poetica, non ha più avuto remore psicologiche a fare conoscere le sue composizioni. Ha cominciato anche a partecipare a concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo lusinghiere affermazioni.

L'ultimo premio che le è stato attribuito ha riguardato il concorso internazionale di poesia e narrativa "Lions Club Milano Sforzesco". A Giuseppina Ajolfi è stato attribuito il primo premio assoluto nella sezione silloge poetica, grazie a "Foglie" che offre "un ampio squarcio del suo mondo interiore, di ciò che la circonda e la commuove, con semplicità, quasi volesse porgere al lettore la lievezza delle sue immagini ricche di sentimento e di meditazione" secondo la motivazione della giuria.

(da Il nuovo Torrazzo, 11 Aprile 1987)




C'è un sentimento così profondo di sublimazione, in queste parole, quasi a dire che il tempo, sì, è passato lavorando, per quegli uomini, ma che forse non era tutta sofferenza bensì anche gioia, o per lo meno soddisfazione e serenità, tanto che negli spazi fuori delle misure umane potrebbero pensare di ritrovarsi ed essere felici nello scambio metaforico incudine-eternità.

(da Milano 19, maggio 1983)



[...] Zoccoletti è anche il titolo di una poesia, molto delicata (come tutte) e bella, pure se ricorda momenti tristi di quell'infanzia che è rimasta nei ricordi di Giuseppina Ajolfi tanto da farne la protagonista della raccolta: un insieme di sentimenti, di affetti, di gioie e di rimpianti vissuti in un ambiente e in un'atmosfera che appaiono superati. [...]

(da La Provincia di Cremona, maggio 1981)



La spontaneità si nota dal primo all'ultimo verso e introduce il lettore (il libretto si legge agevolmente e si torna a rileggerlo per gustarlo meglio) in un mondo che può sembrare sepolto.

(da Nuovo Torrazzo, maggio 1981)



Giuseppina Ajolfi vive la sua poesia senza neanche rendersene conto, in quanto essa la sente come parte stessa della sua psicologia portata, naturalmente, alla spiritualità: questo è il pregio maggiore di Zoccoletti, volumetto che si legge con tanta soddisfazione e poi si torna a leggere e sfogliare per riviverlo pienamente: è una poesia in cui nulla è creato, tutto è profondamente vissuto. ,

(da Artecultura, dicembre 1980)



Il 20 giugno 1980 presso la sala Mazzini in Milano la collega Giuseppina Ajolfi dell'ufficio patronato ha presentato delle sue liriche, opera prima "Zoccoletti".



La redazione de "il chilowattora" nel porgere le sue congratulazioni alla signora Ajolfi ha rivolto alla stessa alcune domande che pubblichiamo qui di seguito.

Da quando e perché ha iniziato a sentire l'estro di comporre poesie?

Da sempre potrei dire: ricordo, che a 7-8 anni già sentivo il bisogno di scrivere, pur non conoscendo, allora, il significato della parola poesia. Scrivevo e stracciavo perché per una forte forma di timidezza non riuscivo ad esternare agli altri i miei sentimenti.

Se non fosse stato per il professor Giuse Carlo Maini, che comprendendo il mio stato d'animo, mi ha aiutata a superare tale forma (almeno in parte) e spronata alla raccolta, non sarei mai arrivata a pubblicare queste liriche.

In casa erano al corrente di questa sua passione?

Nessuno si è mai accorto di nulla; solo due anni fa mia figlia trovò per caso due mie poesie e le portò in visione al presidente del gruppo culturale "Sirio", Fausto Naso, il quale le ha sottoposte alla critica del professor Maini dell'editoriale Corriere della Sera.

Subito sono stata chiamata per un incontro con il professore, il quale si congratulò dicendomi che trovava le mie liriche belle, ricche di sentimento pur nella loro semplicità, e mi esortò a continuare a scrivere.

Quando compone le sue liriche, le abbozza prima e poi le rielabora oppure, le compone tutte in un botto?

Le scrivo di getto perché non mi piacciono le poesie cosiddette "a tavolino".

Molte sue liriche sono legate a dei ricordi della sue infanzia, c'è una ragione?

Sì, effettivamente sono molto legata alla mia infanzia.

Infanzia bella, oppure...

No, piuttosto triste, per ovvie ragioni: la mamma inferma, con i disagi che si possono immaginare in una famiglia con quattro bambini. Si viveva in ristrettezze, è vero, però c'erano altri valori; valori che rimpiango e che per quanto mi sforzi, non riesco a dimenticare.

Nel mondo odierno, così pieno di miserie, di indifferenza, di ingiustizia, dove trovano spazio i delitti più orrendi, proprio non riesco ad inserirmi. Certo tutto ciò mi scuote profondamente e lo si può intuire in alcune mie liriche.

C'è una lirica alla quale si sente particolarmente legata?

Mi sento legata in modo particolare a "Il fabbro", perché rappresenta un quadretto della mia infanzia: a soli sette anni aiutavo mio padre nel suo lavoro. Mi piaceva molto seguirlo...

Anche "Zoccoletti" è una lirica a me molto cara perché mi ricorda momenti tristi ma tanto sentiti.

Che effetto le ha fatto il 20 giugno alla sala Mazzini sentirsi applaudita da tante persone lì convenute per ascoltare le sue liriche?

Mi sembrava di vivere una favola. Ero molto contenta, ma anche tanto spaventata data la mia timidezza. Mi sono commossa nel vedermi circondata da tante persone a me care. E' stata per me un'esperienza molto bella.

Un'esperienza bella che si ripeterà quando sarà pronta la seconda opera?

Me lo auguro, anche se non so quando... comunque ci sto già lavorando.