E VENNE LA NOTTE


A te, mamma,
che desideravi scrivere
il quinto libro,
a tutte le persone
che amano le tue poesie
e a quelle che inizieranno
ad amarle da questo momento.




Prefazione

"Le parole
non sono state inventate
perché gli uomini s'ingannino tra loro
ma
perché ciascuno passi all'altro
la bontà dei propri pensieri"

                    Sant' Agostino 


Costituisce parte integrante "dell'eredità del cuore" che la carissima Giuseppina, "in punta di piedi" ha lasciato a tutti noi.

E' impossibile riassumere e concentrare in poche righe "l'essenza" di una persona così "speciale" come quella di Giuseppina Ajolfi.

Giuseppina ha sapientemente trasferito nelle Sue liriche oltre che nella Sua vita, con innata grazia e armonioso dire, i veri sentimenti celati nel profondo del Suo animo, che hanno prevaricato i confini del Suo cuore, offrendo a tutti noi un canto di lode e un inno ai veri valori della vita.

Giuseppina ci ha lasciato in dono le Sue amorevoli testimonianze, che ancora e sempre risuonano nell'eco delle Sue novelle, facendo vibrare con immutata dolcezza le corde del Cuore e dell'Anima.

I Suoi ricordi d'infanzia, la Sua vita, i Suoi affetti più cari e sinceri, sono scolpiti in ogni Sua Parola: di queste preziose testimonianze di vita, Le saremo sempre grati.

Sorprendentemente ci vuole affidare questa raccolta di "versi" come Sua ultima carezza e come prodigioso gesto d'amore, che riceviamo con immensa gratitudine.

Vogliamo ringraziare ancora Giuseppina, che da qui un giorno è partita, con il cuore carico di speranze, di prospettive future e qui, sempre, ha desiderato e auspicato tornare. Idealmente si è ricongiunta con il Suo Paese natio e con tutti noi.

Preziosi e intensi sono stati i nostri momenti d'incontro e di questi conserverò con letizia un sublime ricordo.

Con immutata stima, con profondo affetto, con infinita riconoscenza, stringiamo in un autentico e sincero abbraccio Giuseppina.

Emanuela Moroni
Assessore alla Cultura e Spettacolo
del Comune di Vaiano Cremasco




TARPATE HO L'ALI

Farfalla,
felice te,
che spazi da fiore in fiore.
Felice te
rondinella,
che volteggi nell'azzurro cielo.
Da dietro il vetro,
accorata,
seguo i vostri
voli:
associarmi vorrei...
ma tarpate 
ho l'ali.




E VIENE LA NOTTE

E viene la notte,
il giorno,
uguali!
Dai platani amici
giunge il bisbiglio
dei nidi,
il fruscio delle caduche
foglie.
Scoramento!
Ma ecco il tondo achenoso
piroettare burlescamente
fare sberleffi,
inchini...
nell'aria, danzare.
A lui il mio
stanco
sorriso.